Nascita

e splendore

La vendita

nel '1600

Il Palazzo

nell'era

moderna

Artisti

a Palazzo

Ala Ovest

Il Palazzo Rospigliosi è una Dimora Storica del Lazio.
Nasce come fortilizio difensivo intorno all’anno 1000 con la Famiglia Colonna (forse proprietà di Stefania, senatrice romana che ereditò il feudo nel 970); distrutto e riedificato più volte (sotto Bonifacio VIII alla fine del XIII secolo e sotto Eugenio IV nel Rinascimento) trovò il suo massimo splendore quando Zagarolo fu elevata a ducato sotto Pompeo Colonna, (luogotenente di Marcantonio II nella Battaglia di Lepanto del 1571) che ampliò l’edificio aggiungendo le due grandi ali, chiamando Frescanti ad abbellire gli interni, donando al vecchio maniero l’aspetto di gaudente residenza estiva di campagna (che ospitò Papa Sisto V e Caravaggio in fuga da Roma).

 

 

Nel 1622 Pierfrancesco Colonna, nipote di Pompeo, vendette Palazzo e ducato al potente Card.. Ludovico Ludovisi grande collezionista d’arte (con lui furono allungate le ali Est ed Ovest, decorato lo scalone Ludovisi e la stanza con il “Bacco e Cerere”, opera attribuita al Domenichino). La Galleria Grande e la Piccola si arricchirono di quadri e sculture.Nel 1667 i Rospigliosi acquistano il Palazzo (Giulio Rospigliosi era salito al soglio pontificio come Clemente IX) grazie anche alle rendite dei Pallavicini loro parenti; nuova vita per l’edificio che si trova al centro della vita mondana del ‘700 (presenza di Vittorio Alfieri). 

 

 

Nei primi dell’800 parte del Palazzo ospitò il convento fondato da Suor Maria Bettini fondatrice della Congregazione delle “figlie della Divina Provvidenza”, primo convento della Provincia di Roma.Nelle sale del Palazzo fu istituito il Municipio dopo il terremoto del 1915; il Piano Nobile fu ceduto ad un collegio di padri greci e poi di Padri Giuseppini, seguì l’installazione della sede del Partito dell’Opera Balilla, della Milizia e del Cinema Verdi gestito dall’Opera Nazionale del Dopolavoro. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale vide ulteriori trasformazioni a seconda dell’utilizzo, gli affreschi furono coperti o addirittura distrutti per accogliere la fabbrica di paracadute e di gommoni, per ospitare l’ospedale militare nel quale vennero ricoverati i soldati provenienti dal fronte di Cassino e Anzio, fino all’arrivo degli sfollati che consumarono i pavimenti marmorei accendendo i fuochi a terra. L’ultima proprietaria fu la Principessa Elvina Pallavicini che cercò di restaurare parte dell’edificio; ella vendette al Comune di Zagarolo nel 1979. 

 

 

  • Con i Colonna: si ipotizza un intervento della famiglia degli Zuccari - presente già a Palestrina - anche se, recenti studi, hanno supposto l’intervento di un folto gruppo di artisti al seguito di Sisto V – venuto a Zagarolo, presso Pantano Borghese, a controllare i lavori per l’acquedotto Sistino (artisti come i Fratelli Brill, Cesare Nebbia, il Tempesta, il Bertone allievo di Lelio Orsi e altri).

  • Con i Ludovisi: Domenichino (affreschi e quadri), Guido Reni(quadri),Carlo Maderno (sistemazione architettonica).

  • Con i Rospigliosi: Carlo Maratta a scuola/ Chiari/Masucci e Pesci(pitture parietali a tempera e quadri), Ludovico Gemignani (unico artista morto a Palazzo).

  • Stanza detta “alcova Rospigliosi”affreschi del Rotati nella metà dell’800, ipoteticamente realizzati per le stanze private della badessa reggente il convento femminile. 

     

  • Scalone Ludovisi decorato con insegne araldiche del Cardinale.

  • Sala del Bacco e Arianna con affresco attribuito al Domenichino.

  • Tre stanze con registro decorato multistrato recante affreschi del periodo Colonna e tempere del periodo Ludovisi-Rospigliosi.

  • Salone delle Feste con tempere settecentesche monocrome - tromp d’oeil.

 
 
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